Con Julie Walters, Rupert Grint
Voto: 5
Un timido diciassettenne figlio di un pastore protestante incontra Evie, una bisbetica attrice in pensione. Le vite di entrambi cambieranno.
Dramma adolescenziale on the road con al centro la vicenda di un ragazzo, Ben (interpretato da Rupert Grint, il rosso amico di Harry Potter), un ragazzo timido e frustrato, soggiogato da una madre iperbigotta e la storia di solitudine e di dolore di Evie, una vecchia gloria del cinema abbandonata da tutti. Soggetto (dello stesso regista, l’esordiente Jeremy Brock, anche sceneggiatore) stravecchio, anzi stravecchissimo: il ragazzo alla scoperta della vita, la vecchia donna progressista che introduce il ragazzo alla scoperta della bellezza: l’arte, l’amicizia, il sesso. No, non allarmatevi: In viaggio con Evie non è, per fortuna, una storia d’incesto perché il ragazzino finirà sì a letto ma con una quasi coetanea in quella che forse è la sequenza meno probabile del film (un’occhiata, una sera in disco e subito a letto). Il film di Brock è semplicemente modesto. Crepuscolare, ma modesto. Dice poco e quello che dice, lo dice senza convinzione: fustiga senza pietà il moralismo di certa chiesa d’Inghilterra che predica bene ma razzola malissimo, infarcisce il film di personaggi di contorno improbabili se non vere e proprie macchiette (il prete con la faccia e il fisico da modello, l”ospite” anziano, la compagna di letto di Ben). Fa meglio con il protagonista, tratteggiato delicatamente nel rapporto complesso, vagamente edipico, con la madre. Ma altre cose stonano: in particolare il regista, forse per inesperienza, gioca male coi registri narrativi e nel rapporto tra Evie e Ben, fulcro centrale del film, miscela male ironia e dramma, spesso spingendo sul tasto di un patetismo che non aiuta a scavare nei personaggi. Poco convincente il finale buonista. Stranamente male anche gli attori, la Walters soprattutto: se Grint sta crescendo e riesce a essere credibile in un ruolo difficile, Julie appare sfuggente e gigiona. Un peccato, perché il ruolo da vecchia, dimenticata gloria del cinema, sulla carta, poteva andarle a pennello.